Problemi in paradiso

Dal Taman Negara ho preso un autobus per Jerantut, ho dormito lí una notte e la mattina seguente ho preso una corriera che dopo un viaggio di nove ore mi ha portata a Georgetown, Penang. Sono arrivata a Penang alle nove di sera e mi sono immediatamente messa alla ricerca di un ostello in cui passare la notte. Mentre cercavo una camera ho capito di aver commesso un errore: non avevo controllato se ci fosse disponibilità.
Di solito scelgo il posto dove dormire molto semplicemente: cerco su hostelworld.com oppure booking.com; controllando le review e a seconda del momento o prenoto direttamente su internet oppure mi scrivo l’indirizzo e mi presento davanti alla porta. Stavolta però, per qualche misteriosa ragione, non avevo fatto nessuna di queste cose! Ho bussato a non so quante porte, ma era tutto pieno a causa del capodanno cinese (mi sentivo molto biblica, mancava solo l’asinello ahahahah). Alle 10:30 di sera ero affamata, stanca e ormai senza speranze: mi sono quindi arresa e ho preso una camera in un bellissimo hotel vicino al molo da cui il giorno dopo sarei partita per andare a Langkawi. Ogni disavventura ha però sempre un lato positivo. Quando ho visto il letto gigante, le asciugamani fresche e una doccia tutta per me dopo aver trascorso 4 giorni nella giungla mi sono quasi commossa ahahahah. Ho dormito 10 ore di fila come una bimba, svegliandomi stra-carica e concedendomi persino il servizio in camera con tanto di colazione a letto ( non per niente il mio motto è “go big or go home”).

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Da Georgetown ho è preso il traghetto per Langkawi, ed è quí che la storia diventa dolce-amara. Avevo prenotato il mio ostello a Langkawi senza guardare troppo la posizione, errore gigantesco. Una volta arrivata sull’isola ho scoperto che la struttura era in realtá su un’altra minuscola isola separata dalla principale e sulla quale potevo arrivare solo grazie a un battello pubblico. Era una situazione scomoda, ma comunque sopportabile. L’ostello in sé era molto carino, piccolo, isolato e solo 5 persone vi alloggiavano. Ho però notato che nella mia stanza c’erano diversi insetti quindi ho chiesto un insetticida ed essendo un genio ho deciso di spruzzarlo direttamente su un nido di formiche … inutile descrivere il momento di panico puro quando mi sono accorta che tutte le formiche stavano uscendo dal nido e invadendo la mia stanza, ho velocemente preso il mio zaino (che fortunatamente non avevo ancora disfatto) e sono scappata fuori. Mi é stato comunque permesso di cambiare la stanza quindi la situazione non é stata troppo spiacevole.

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Il vero dramma è successo il giorno seguente: ho detto al proprietario della struttura che quella sera volevo vedere il tramonto dall’isola principale e lui mi ha assicurato che nonostante l’ultimo traghetto fosse alle 6:30 di sera lui avrebbe mandato un suo amico a prendermi all’ora che preferivo. Io ho quindi trascorso una bellissima giornata passando da una spiaggia all’altra e ho visto uno dei tramonti più belli della mia vita.

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I problemi sono iniziati quando alle 8:30 ho chiamato il proprietario dell’ostello dal molo per dirgli che ero pronta e che poteva chiamare il suo amico. A quel punto lui, molto tranquillamente, mi ha detto che il suo amico aveva avuto un problema e che nessuno mi sarebbe potuto venire a prendere; mi consigliava quindi di cercarmi un altro posto dove     dormire.     Prima di continuare ricapitoliamo la situazione: avevo trascorso l’intera giornata in spiaggia e avevo quindi indosso una t-shirt bagnata, degli shorts e un costume bagnato, nel mio zaino c’era una bottiglia d’acqua bevuta a metà, una barretta di cereali, una piccola asciugamano e 60 ringgit (13 euro). Tutto il resto delle mie cose era nella mia stanza d’albergo su un’altra isola e il proprietario della struttura mi stava dicendo che mi sarei dovuta trovare un altro posto dove dormire. IO SONO DIVENTATA VERDE. L’italiana-colombiana che è in me è venuta fuori, ero furiosa. Vista la situazione, io ero molto arrabbiata e non volevo trascorrere un minuto di più in quell’ostello, quindi dopo una “pacifica telefonata” ho convinto l’uomo a portarmi sull’isola principale tutta la mia roba (grazie al cielo io non disfo mai le valigie). Lui è arrivato sul molo alle 11:30 con tutte le mie valigie e mi ha chiesto una ridicola quantità di soldi, a quel punto io ero così scocciata e stanca che ho semplicemente pagato e me ne sono andata.

L’intera situazione mi era sembrata assurda, mai nei miei viaggi precedenti mi era capitata una cosa del genere, neppure in India! Dalla mia esperienza possiamo imparare una cosa positiva: fate sempre attenzione alla location del vostro albergo! Fortunatamente, nonostante l’ora, ho trovato abbastanza facilmente un posto dove dormire. Ho persino ritrovato persone conosciute nelle Cameroon Highlands e nel Taman Negara e ci siamo divertiti ritrovandoci una seconda volta tutti insieme. Tutto sommato il tempo che ho trascorso a Langkawi é stato spettacolare: il posto é incredibile, le spiagge paradisiache e quasi deserte. Tra l’altro sono riuscita ad ustionarmi per la prima volta in vita mia, ma questa è un’altra storia ahahah.

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